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PER LA SOLIDARIETA’

                                              DANZE DEI FIORI DI BACH PER LA SOLIDARIETA’     LE DANZE DEI FIORI DI BACH IN AMAZZONIA (Brasile)   Racconto e condivisione Di Joyce Dijkstra   La nostra associazione è nata dal desiderio di condividere e trasmettere le danze, di studiarne gli effetti, di fare ricerca. Ma anche per far conoscere le danze dei fiori alla persone che sono meno fortunate di noi. In  Italia per esempio nelle  zone dove le donne non hanno la possibilità di viaggiare, di assentarsi da casa per seguire i seminari, o di spendere per partecipare.  (Una persona su cinque in Italia non riesce ad arrivare alla fine del mese), nei piccoli centri ma anche nelle carceri o nelle strutture che accolgono ragazze sfuggite alla tratta ed ai loro sfruttatori. Ma anche in altri paesi del mondo. In questo momento: il Brasile, in Amazzonia. Non ho idea quanti di voi possano conoscere un po’ del Brasile e quanti siamo stati in Amazzonia. Vi posso assicurare che sono viaggi lunghi, lunghi, non privi di pericoli. Nell’Amazzonia non ci sono leggi, vale la legge del più forte. L’Amazzonia però è il polmone della terra, ci ha donato tantissimi medicinali perché molti ricercatori sono impegnati a riscoprire le tradizioni mediche degli indigeni cercando piante che hanno un effetto terapeutico. Con le danze possiamo essere noi a donare qualcosa alle persone dell’Amazzonia. (in chiusura dell’articolo troverete  qualche notizia sull’Amazzonia) Dove andremo: mio marito, Aldo, ed io partiremo il 25 di novembre per il Sud America. Da San Paolo voleremo per 4 ore fino ad arrivare  nel cuore del Brasile, nel cuore dell’Amazzonia. (Il Brasile è grandissimo!)  Da Manaus dovremo poi raggiungere Parintins: sarebbe ad un’ora di aereo da Manaus, ma l’aeroporto è in ricostruzione, quindi non possiamo che utilizzare una barca, e sono 26 ore di navigazione fino a Parintins e dopo ancora 4 ore con una barca più piccola. Fino a raggiungere il villaggio situato su un fiume che sembra un mare, perché è largo 9 chilometri!! E’ stata una capo infermiera che ci ha pregato già da un anno di andare da loro. Per noi significa 5 giorni di viaggio (dall’Italia), ma vuol dire anche avere un contatto diretto con loro, portare le danze dei fiori di Bach da utilizzare durante l’anno per sostenere le persone, per aiutarle a credere di più nella loro forza. Vuol dire le danze nella messa di Natale, vuol dire danzare con i bimbi, vuol dire sorrisi, vuol dire anche stanchezza, ma la gioia la fa sparire. Vuol dire donare le danze dei fiori di Bach in una regione dove non sarebbero mai arrivate, dove Non c’è  l’abbondanza, dove niente è dovuto, dove niente è certo. Questa infermiera, Antonella, che ha già seguito molti corsi e utilizza anche i fiori di Bach è responsabile di un grande “posto di salute” un’infermeria che aiuta quanti non possono fare ore e ore di barca per andare in un ospedale. E spostandosi con la barca Antonella visita i paesini vicini per aiutare le persone, rispondere alle loro domande ed assisterle. Mi racconta di donne che non vedono ragioni di vita, di ragazzine (ma sarebbe meglio dire bambine) di 12 anni che hanno un bambino, perché questo è il loro scopo della vita in questo momento, anche se non hanno niente per curarlo e allevarlo, di tante speranze e tante paure. L’ Associazione Italiana Danze dei Fior di Bach vuol dire anche solidarietà, vuol dire anche condividere con amore, con il tocco, l’espressione del collegamento con la vita in tutte le sue forme:  e donare dei sorrisi, dal nostro mondo così poco tollerante, dove noi viviamo con supermercati pieni di cose. Che ogni lavoro, ogni azione possano irradiare amore e benedizione. Che ogni attimo possa percepire la bellezza e sacralità della vita e contemporaneamente Irradiarla. Che ogni colloquio possa essere costruttivo e portare alla compassione e collegamento. Che la terra possa essere benedetta e che ogni passo su questa terra possa contribuire alla Guarigione del tutto. . Vuoi sapere di più? Contattaci. Diamo volentieri ulteriori spiegazioni o informazioni. Joyce Dijkstra Presidente dell’associazione italiana danze dei fiori di Bach Aldo Mione Tesoriere dell’associazione Il bacino delle Amazzoni occupa un territorio di 6 milioni di kmq di fiumi e giungla e si estende in otto diversi paesi. Poco più della metà – 3,6 milioni di kmq – si trova in Brasile, dove abbraccia sette stati. Rappresenta il 17% della riserva mondiale di acqua dolce ed il fiume che gli dà il nome ha una portata alla foce di 12 miliardi di litri al minuto. Nell’area vi sono 80.000 chilometri di corsi d’acqua navigabili, grazie ai quali le grandi navi possono risalire per 3500 km il ramo principale del Rio delle Amazzoni fino in Perù Sfortunatamente il Brasile è però famoso anche per la progressiva distruzione delle sue ricchezze naturali. L’Amazzonia, regione che ospita una grande porzione della diversità biologica del pianeta, versa da lungo tempo in una seria cristi ambientale e, per quanto questa notizia non sia quasi trapelata al di fuori dei confini brasiliani, anche gli altri ecosistemi del paesi si trovano in grave pericolo. Mentre si scoprono nuove specie, altre sono in via d’estinzione. Si ritiene che più di un centinaio di specie di uccelli ed oltre 70 di mammiferi siano ormai prossime all’estinzione. L’assalto alla natura brasiliana è andato avanti più o meno senza freni fin dall’arrivo degli europei, avvenuto nel 1500. Tuttavia dagli anni ’90 grazie all’impegno del movimento ambientalistico internazionale, si è registrato un risveglio della coscienza ecologica dei brasiliani .- ed addirittura di alcuni uomini politici del paese – che fa pensare che l’atteggiamento verso i problemi ambientali stia finalmente iniziando a cambiare, sia pur lentamente.