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DANZARE I FIORI DI BACH

I 38 fiori armonizzanti del Dr. Bach si rivolgono al tempo stesso alla nostra anima ed al nostro corpo. Sono in grado di sciogliere i blocchi fisici e psicologici che abbiamo creato con il nostro modo di pensare e con le azioni negative, e ci aiutano a recuperare l’armonia con la nostra vera natura.

Per trasmettere attraverso le danze la qualità di ogni fiore e l’emozione su cui esso agisce per riportare l’armonia, Anastasia Geng si è ispirata al folclore dei Paesi Baltici. I movimenti molto semplici di queste danze sono delle chiavi simboliche per rivolgerci e collegarci al nostro centro, attingere alla sua energia ed aprire il nostro cuore… Attraverso i passi, i gesti, la musica, il simbolismo, integriamo il messaggio del fiore con tutto il nostro essere, mente, corpo ed anima. Entrare nel cerchio delle danze vuol dire anche rafforzare i nostri legami con noi stessi e con gli altri ed armonizzare i nostri ritmi con quelli dell’universo.

La danza in cerchio è una delle forme più antiche di espressione corporea: tutti i partecipanti si orientano verso un centro comune, creando un campo di forza che supera di gran lunga l’energia di ogni singolo partecipante.

Un’energia che si rafforza di danza in danza, grazie all’armonia del movimento ed al valore simbolico delle forme che si creano via via, stimolando i campi energetici più deboli di ogni danzatore.

Partecipando con consapevolezza a queste danze possiamo usufruire di questo campo energetico comune che abbiamo costruito – come ricordava Edward Bach – “più vicino alla nostra anima, e che ci inonda con le belle radiazioni della nostra natura più alta, nella quale malattie e problemi spariscono come neve al sole”.

Danzando in cerchio è possibile ricreare energie analoghe a quelle contenute nelle gocce dei fiori di Bach, per promuovere il cambiamento e l’evoluzione dell’individuo. Recuperando le antiche tradizioni in cui sacerdoti e guaritori utilizzavano danze collegate a suoni specifici per “toccare l’anima” dei loro seguaci.

Ho portato le danze dei fiori di Bach in Italia e curo attualmente corsi di formazione per le persone che vogliono utilizzare le danze nel proprio lavoro. Le danze hanno creato uno strumento terapeutico e di evoluzione spirituale che ha già dato ottimi risultati, ed è mio desiderio continuare a condividerle e aiutare un numero sempre maggiore di persone a scoprirle.

Ho sempre in mente la mia insegnante, Anastasia Geng (1922/2002) che ha vissuto a lungo in Germania dopo aver lasciato il suo paese natale, la Lettonia. Anche se ora ha lasciato questa terra Anastasia continua a danzare nella mia mente e nel mio cuore.

E’ stata lei che ha iniziato a collegare le danze ai singoli fiori. Ogni collegamento è avvenuto attraverso una serie di coincidenze: poteva succedere ad esempio che Anastasia sognasse un fiore, la sera, dopo aver danzato una particolare musica. Oppure che qualcuno le donasse un fiore proprio mentre stava lavorando su una musica.

Ci si potrebbe chiedere perché ai fiori di Bach si siano collegate proprio queste musiche dei Paesi Baltici. La risposta non c’è, come non sappiamo dire perché i fiori di Bach siano nati proprio in Inghilterra. Il collegamento potrebbe essere la semplicità, la semplicità di Edward Bach e la semplicità di Anastasia Geng.

E la semplicità è una caratteristica di queste danze di cui non è difficile imparare i passi. Eppure ogni suono, ogni passo è una scoperta ricca di significati. E’ difficile rievocare, per chi non ha vissuto questa esperienza, l’atmosfera che si crea quando il gruppo, dopo alcuni esercizi di armonizzazione, comincia a danzare.

Si avanza più veloci o più lenti, per fermarsi a riflettere o per rievocare simbolicamente le fatiche della vita.

Il cerchio di danzatori si rivolge al centro: e il centro è di volta in volta un luogo di pace dove soffermarsi a riposare – come in Impatiens – acqua rigeneratrice cui attingere per purificarsi – come in Crab Apple – luce cui rivolgersi per allontanare le tenebre che a volte ci avvolgono- come nel chesnut bud o in Mustard.

I versi delle canzoni parlano di un mondo ormai scomparso, di fiabe contadine e di tradizioni lontane.

Clematis, il fiore della realtà, si danza su un’allegra filastrocca che racconta di un gallo e dei suoi sforzi per svegliare le belle addormentate in attesa del principe azzurro. Mentre danzando Star of Bethlehem, il fiore della consolazione, ci si fa cullare da una nenia di pescatori.

Danzando, il movimento mette in moto l’energia, che nei momenti di emozione è quasi tangibile. Ma come posso spiegarvi quello che si sente? Non mi resta altro da fare che invitarvi nel cerchio a danzare le DANZE DEI FIORI DI BACH.

Vieni e danza con me:

JOYCE DIJKSTRA

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Tel 031 483033

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