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IL POTERE DEL CANTO E DELLA DANZA

Quanto volte mi avete sentite parlare durante gli incontri delle DANZE DEI FIORI DI BACH dei festival. Anastasia si ha fatto tanto ispirare da questi grandi incontri, i festival.

 Quindi non poteva mancare su questo sito qualche informazione di più.:

Il canto è l’anima stessa dei popoli Baltici, che in nessun’altra occasione si esprime come durante i festival della Canzone e della Danza Nazionali che uniscono estoni, lettoni e lituani di tutto il mondo in un’affascinante esibizione canora e coreutica. In un crescendo di intensità, un corso di 30.000 voci canta gioiosamente davanti ad un pubblico di oltre 100.000 spettatori, mentre 10.000 ballerini con indosso i costumi tradizionali eseguono danze popolari formando un caleidoscopio di disegni su un enorme palcoscenico all’aperto. I festival si svolgono ogni quattro anni in Lituania e ogni cinque anni in Lettonia ed Estonia – i prossimi si svolgeranno a Riga e Tallinn rispettivamente nel 2008 e 2009. Poiché le comunità rurali ( e di conseguenza i cori) stanno scomparendo e gli abitanti delle città sono sempre più presi dal ritmo frenetico della vita moderna, si teme che queste preziose celebrazioni, che evocano l’antico connubio fra le enti baltiche e la natura, possano estinguersi. Per assicurarne la sopravvivenza, L’UNESCO, nel 2003, le ha riconosciute come uno dei Capolavori del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, patrimonio a cui appartengono le tradizioni, le espressioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, i riti, gli eventi festivi, le conoscenze e le pratiche riguardanti la natura o l’universo o ancora le esperienze legate all’artigiano tradizione, che secondo l’UNESCO, meritano di essere salvaguardate per le generazioni future esattamente come le Isole Galapagos o le piramidi di Egitto.

Anche se la prima di queste manifestazioni ebbe luogo solo verso la fine del XIX secolo, il naturale lirismo e l’amore di queste popolazioni per il canto e la danza sono profondamente radicati nella tradizione popolare e spossano far risalire all’epoca precristiana. A quel tempo, le antiche credenze baltiche nei poteri pagani del Dio del cielo (Dievs), del dio del tono (Perkunas) e delle familiari figure mitologiche quali quale sole, luna e stelle, confluirono nelle liriche popolari tramandate oralmente di generazione in generazione. Versi come “Canto del dolore e del disco solare” fanno ancora parte del repertorio di questi festival. La danza, che come il canto affonda le proprie radici

Nel folclore ispirandosi al susseguirsi delle stagioni in campagna, si affida ad una coreografia  semplice e ad un ritmo moderato sul quale le coppie o i singoli formano cerchi, file ed altre rappresentazioni simmetriche. Nella “danza del pescatore”, invece, gigantesche onde oceaniche stilliate travolgono il palco.          Durante l’era sovietica, i canti baltici originali furono sostituiti dalle canzoni dedicate prima a Stalin e poi all’Unione Sovietica. Ma in seguito alle deportazioni di massa messe in atto durante la seconda guerra mondiale, i rifugiati della diaspora baltica riparati nei numerosi campi profughi cercarono conforto nel canto, e nel 1946 fu organizzato il primo Festival della Canzone all’estero per i 120.000 lettoni che si trovavano nei campi della Nazioni Unite in Germania. Fino al 1991, la perdita della madrepatria e l’amore per la propria terra furono così i temi dominanti dei festival che venivano celebrati tra gli emigranti baltici negli Stati Uniti, in Canada ed in altri parti del mondo. Il potere del canto raggiunse il suo apice nel 1990 durante il Festival della Canzone estone e lettone, due eventi densi di emozioni culminati nell’esibizione di 30.000 coristi che cantavano all’unisono. Altrettanto commoventi furono le edizioni del 1993 e del 1994, le prime dall’indipendenza, che videro il ritorno di molto esiliati.  In Lettonia, oggi, il festival della Canzone e della Danza Nazionali dura una settimana e si conclude con una grande performance finale illuminata da un mare di candele tremolanti nello stadio all’ aperto del Mezaparks di Riga di fronte a 100.000 spettatori. In Estonia , lo stesso festival dura tre giorni ed inizia con il viaggio della fiaccola centenaria che per tradizione viene accesa a Tartu e portata a Talinn su una carrozza trainata da cavalli.

 

 

Da segnalare:

il compositore più noto della regione è comunque l’Estone ARVO PART, che scrive principalmente opere corali, compreso l’indimenticabile Magnificat. Uso la sua musica spesso per gestualità o per una danza meditativa.

Inoltre la cantante Ieva Akuraytere. Lei che canta la canzone “Ka man klajas”per la nostra DANZA DEI FIORI DI BACH – ELM.

Ieva ha accompagnata e sostenuta i Lettoni nel momento della Liberazione. Cantava sulle barricate e aiutava le persone insieme ad altre artisti, di rispondere al dominio Russo con la non violenza. Per tanti anni Anastasia non poteva immaginarsi di condividere la musica con un gruppo di danza o di dare la musica e di staccarlo dal suo cuore. Lentamente però lei vedeva che per il messaggio di Elm solo la musica più bella, più cara, era quella giusta.